Giacomo Ballario

Home page

Giacomo Ballario nasce a Cervere(CN) nel 1955. Inizia a dipingere quando ancora lavora come operaio meccanico nei ritagli di tempo, scegliendola invece come professione negli anni 80.  Una caratteristica che si può riscontrare in tutto l’arco della sua produzione (e quindi ancora oggi) è una ecletticità di stili e di canoni, passando cioè dal figurativo tradizionale-con punte verso l’iperrealismo-ad un astratto-decorativo, attraversando una figurazione di impianto “pop”, attinto ai cartoni animati e fumetti.

 

 

 

 

 

Dicono di lui

 La mostra di dipinti di Giacomo Ballario, visitabile in questi giorni nelle salette rinnovate di via Cambiani, dal titolo “Colori d’Estate”, potrebbe essere titolata anche “Il pittore che ama gli alberi e le nuvole”.

Da sempre, infatti, sono queste le creature raffigurate nei suoi dipinti, rappresentate in modo particolarmente sentito. Osservatore sensibile ed attento, con animo romantico coglie forme e colori del paesaggio delle nostre campagne, percorrendone a piedi o in bicicletta i sentieri polverosi che si insinuano dietro cascinali bianchi, attorno a stagni verdeggianti di ninfee o sulle rive sinuose di “bealere” circondate da gelsi, pioppi, sambuchi in fiore e maestose querce solitarie.

Innamorato delle nuvole, mutevoli e sognanti, sia quando sembrano di soffice zucchero filato nei cieli limpidi di intenso blu estivo, che quando, minacciose e pesanti, preparano temporali violenti di drammatica spettacolarità, il nostro pittore sembra voler ricreare sulla tela la sua visione panteistica della natura, anelando con struggente ad un’epoca passata. Sia che Ballario dipinga alberi e nuvole in modo naturale o che scelga di arrotondare le forme per aumentare l’effetto leggermente surreale e magico (nuvole a palloncino, alberi stilizzati a forma di ghiacciolo o di foglia) è difficile non sentirsi suggestionati da queste immagini, calde ed avvolgenti.

D’altra parte, come noi crediamo, non si deve dipingere per imitare la natura, ma la si deve rivestire del proprio modo di sentire, per raccontare qualcosa di noi, anche a costo di turbare, di spiazzare l’occhio dello spettatore.

E in questo, Ballario non manca certo di capacità di comunicare, con chiarezza e semplicità, ingredienti questi poco “di moda” nel mondo dell’arte attuale, dove l’essere comprensibili viene considerato sinonimo di banalità e di scarsa contemporaneità. Mentre, invece, è proprio di queste cose che l’uomo moderno sente maggiormente la mancanza: limpidezza, poesia, tenerezza.                                                              Gianni Barbero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Coronata, 2

 

12045 Fossano (Cuneo)

Per ulteriori informazioni:

Tel.: 3337473532

 

Trittico

Sito Ottimizzato per la risoluzione 1024x768